venerdì 30 marzo 2007

s'alzal

S’alzalmattino
ogni bambino
a scuola è diretto
levato dalletto.
Salza di notte dopo dormito
portala frutta altuo mercato
dopola pasta chehai mangiato
mele, pere, castagne, fagioli.
Salza unpo’ subito
per panefare
maal caldo ancora
deve restare.
Mentre la pasta stai aspettando
un podipane vai stuzzicando.
Salzaoperaio
per fabbricare
per la famiglia
avantiandare.
Salzandi giorno
salzanognora
salzaper fino
lavecchiasi gnora
intestahaancora
l’unicoassillo.
Eserciti armati
ad ogni scadenza
fannolavori
commolta pazienza.
Ad ogni sette
malzo purio
che me ne fotto
se moreddio.
Milioni dinsetti voglionoquello:
la cartaigienicaedilbordello.
A.D. 2007

mercoledì 21 marzo 2007

Patrimonio disponibile

… diverso è l’arenile dal bagnasciuga
che è una parte di arenile bagnata metodicamente dalla marea.
L’arenile fa parte del patrimonio disponibile.
A ns modestissimo parere,
mi si passi il termine,
interessante neh, la questione?
Montava un paio di occhiali
che le metteva in evidenza
l’aspetto truce della maschera che indossava
balbettando leggermente sillabe incomprensibili.

Si trascinò ancora per qualche metro
cercando di non inciampare sui binari che attraversavano i capelli
quando li impomatava
con la brillantina che invadeva l’aria
togliendo il respiro a chiunque si fosse avvicinato
nel raggio di venti metri.

… la scienza della missione,
si attaccò al bottone mastodontico che
(se quest’uomo non si alza al mattino per andare a lavorare
nessuno gli porta a casa lo stipendio)
portava con disinvoltura
(c’è bisogno di attenzione
concentrazione
per distinguere il dito
da dietro l’enorme patacca di madreperla
su cui si specchia
come x avere una conferma della sua presenza:
ci sono o non ci sono?
Oppure:
sono ancora io la più bella del reame?
Dubbi legittimi quando si superano i 60
e non tutto sembra più come prima
c’è qualcosa di diverso nell’aria
lo si avverte fin dal mattino
com’è duro alzarsi dal letto
lo è sempre stato
ma adesso avverto che qualcosa è cambiato
tutto è diventato come d’improvviso più pesante
è arrivata la consapevolezza
ho deciso finalmente che è arrivata
ne prendo atto
verbalizzi, signor Segretario:
il Presidente
nel pieno delle sue facoltà
decide che è arrivato il momento di affermare al mondo una grande verità
e che sia considerata tale, non ci vuole molto a capirlo
basta guardarla negli occhi
non c’è più lo splendore e la lucentezza dei suoi vent’anni
ma neanche la vivacità dei suoi trenta
o la maturità al limite della tolleranza dei cinquanta).

Tutto passa a scorrere più fluidamente
le attenzioni si fanno più pressanti
vorrei vederla nuda
come fosse al mare,
a cascare di fronte a
[………., ……… ]
di sabbia, i seni vecchi
appesantiti dagli anni,
ormai non mi fermo più davanti a niente
accetterei di lavorare anche in polizia
pur di poter fare esplorazioni rettali
cosa non si farebbe per palpare il culo ad una donna!

Il sole cominciava a scendere e la palla,
come sospesa a metà altezza,
sembrava gocciolare lontano
scintille di fuoco che non riscaldavano più.

Presi tra le mani il grosso membro che oscillava tra le gambe
e cominciai a tirarlo su e giù, fino a farlo schizzare.
Sembrò durare un’eternità
i muscoli delle braccia si irrigidirono
non sentii più le dita
il corpo si allontanò da me
qualcuno, sul bordo del mare, assisteva incredulo a questo rito
chiedendosi cosa fosse
se un sogno fuoriuscito un po’ troppo in fretta dalla notte
scappato e non trattenuto
o un ricordo
l’illusione di poter affrontare la vita in altri modi;
ci sono tanti modi, è vero
ma ne prendeva coscienza solo adesso
certe cose non le avevo fatte da bambino
è così che si fa
provare, provare, provare,
alla fine qualcuna ci starà
farai delle figure di merda
ti avvicinerai
guarderai
annuserai
sarai respinto mille e mille volte
ma un bel giorno
(un bel giorno?)
succederà quello che non ti aspettavi più:
dopo una vita vissuta più per abitudine che per altro
la troverai lì ad attenderti.
Finalmente,
ho realizzato anch’io il sogno della mia vita.

Mi fermo un po’ a pensare, a guardare.
Non so come comportarmi.
Chiedo consiglio
consulto un CD-ROM
leggo la posta
navigo in internet
qualcuno mi saprà aiutare
non posso stare a guardare
ho bisogno di agire
la maraviglia mi rende attonito
la sorpresa mi istupidisce
mi immobilizza
le parole non vengono
vado avanti per istinto
e sembra che in alcuni momenti neanche quello mi aiuta
bloccato
come irrigidito,
ho bisogno di uno scossone.

Saprai guardarmi, senza giudicarmi da questa situazione d’impasse?
Non sono solo questo, io, lo giuro.
Ho fatto ben altro
ho affrontato di tutto.
Baciarmi, non è la più grave tortura che ho subito.
A.D. 2007

lunedì 19 marzo 2007

In volo

Nel capodanno di questo 1904 che sta scorrendo via velocemente come tutti gli anni che abbiamo vissuto, ormai non ci resta altro che fare un altro piccolo sforzo e sperare di arrivare al 2004, per sapere come saremo fra altri cento anni e poi confrontarci almeno in un’altra dimensione visto che non si riesce proprio in nessun modo a comunicare più se non con le parole che pure rivestono un ruolo importante ma non abbastanza soddisfacente.
Parole che si aggiungono ad altre parole, fiumi o fumi che si intersecano con le nostre esistenze e non so più distinguere la poesia dalla realtà che mi riempie di nostalgia di mondi sconosciuti.

È come svegliarsi ogni giorno e non sapere cosa ci riserva la vita, questa città, questo mondo, quest’esistenza.
Restiamo in attesa di un frenetico cambiamento di rotta e non ci accorgiamo che la rotta non può essere determinata altro che dai nostri venti interiori. E non sempre sappiamo percepire il soffio che ci alita accanto e ci suggerisce e consiglia di involarci anche soltanto verso l’ignoto come esperienza da affrontare nel tentativo di conoscerci meglio.
A.D. 2007

domenica 18 marzo 2007

Dialogo

Un dialogo, lungo, perenne, da sfondo un ambiente vario, molti ambienti, sempre diversi, ma un solo lunghissimo dialogo, a due, a più voci, da solo …

Non riesco a raggiungere quel distacco necessario per parlare di me come se mi riferissi ad un altro, come se volessi affrontare un discorso o cominciare un viaggio in cui il mio interlocutore è la strada che percorro, l’unico volto visibile, il sole che mi abbaglia, in ogni momento della giornata, la forza che mi resta il muto personaggio da interrogare, su cui indagare.
Non saprei uscire e non so rendermi conto se c’è un’uscita, una via d’uscita, un varco tra i recinti, che mi consenta di allontanarmi a sufficienza per potermi vedere da lontano, quando non mi accorgo di quello che sto facendo, non me ne rendo conto, nell’attimo stesso in cui agisco, in cui sto osservandomi, anche. In cui sto pensando di fare tutto ciò, e in cui lo penso, e lo scrivo anche ed è già tardi, è già ormai, è già passato tanto tempo; da quando esisto tanti attimi si sono accavallati e si stanno frantumando l’uno sull’altro e non riesco più a tenere il passo dei pensieri, delle parole che hanno scavalcato le idee che sto vedendo nascere, mi sto sforzando di partorire, e adesso posso dire invano.
A.D. 2007

sabato 17 marzo 2007

Caos

Un messaggio lanciato nell’immensità dell’universo nella speranza che qualcuno riesca a captarlo. Un essere alieno che non conosce il mio linguaggio, ha necessità di interpretarlo, di capirne il senso. Oggetto posto in un angolo del mondo. Si sente l’aria fresca, il vento, o il sole, il colore eccessivo, la pioggia di materiali inerti, una voce da un qualche abisso, il crepuscolo degli altri esseri celesti, cosa serve pensare?
Tante cose sfuggono, non vorrei svelare tutto in una volta. Non potrei. Si accumulerebbe la forza delle idee e mi strozzerebbe, viviamo in una dimensione temporale che non ci consente l’accumulo infinito di alcunché. Come districarsi in questo caos?
A.D. 2007

Ola'

Da oggi ci sono anch'io!
A. D. 2007