martedì 29 settembre 2009

La bambina e il trombone



In “La bambina e il trombone”, uscito nel 2001, lo scrittore cileno propone le vicende raccontate in prima persona da una bambina, arrivata in circostanze poco chiare ad Antofagasta dall’Europa, in compagnia di un suonatore di trombone.
La bambina fa partecipe il lettore di una parte della sua vita attraverso le varie tappe che la portano a Santiago e della sua crescita culturale e politica fino ai giorni immediatamente precedenti la fine delle speranze di democrazia in Cile ed in America Latina, impersonate da Salvador Allende.
Non esattamente una delle migliori prove letterarie di Skármeta che in “Il postino di Neruda” e “Le nozze del poeta” (di cui rappresenta un po’ un seguito), si era espresso al meglio.

Antonio Skármeta – La bambina e il trombone – Garzanti – 2002
Titolo originale: La chica del trombón
Traduzione: Irina Bajini

giovedì 17 settembre 2009

Trilogia di New York


Ad un certo punto del secondo racconto (Fantasmi) della trilogia si legge:
Col passare dei giorni Black capisce che le storie che può raccontare sono infinite
Verso la fine del terzo racconto (La stanza chiusa), Auster fa dire (anzi pensare) ad un altro personaggio, che:
... è proprio quando può succedere di tutto che le parole perdono efficacia”, ed allora bisogna scegliere, fare una cernita ed è per questo che l’autore si serve di un pretesto, uno qualunque, per cominciare a narrare, e ciò che racconta spesso ha a che vedere con i procedimenti narrativi.
I suoi romanzi, a saperli leggere, sono più che un corso di scrittura narrativa, meglio di un trattato di narratologia, un compendio di strumenti per chi ama perdersi nei boschi narrativi (per echeggiare un noto semiologo italiano).
Omicidi da svelare, misteri da risolvere, persone da seguire e pedinare, c’è sempre un motivo per raccontare, per leggere ed arrivare alla fine, per scrivere quindi e di conseguenza per vivere.
Trilogia di New York”, prima e meglio di ogni altro lavoro di Auster, è una metafora sulla scrittura e sull’arte di costruire storie. Per il piacere di costruirle ma anche per destare in chi le legge il puro e semplice piacere della lettura, al di là di regole e codifiche, più o meno accademiche.
Così, per esempio, “La stanza chiusa”, forse più degli altri due racconti, rappresenta un caso evidente di come, nelle mani di un grande scrittore, “to show not to tell”, la regola madre su cui tanto insistono gli insegnanti dei corsi di scrittura creativa, forse può essere anche trascurata, ci sono casi, come quello citato in cui si può dire, per pagine e pagine, senza appesantire assolutamente il testo e di conseguenza senza rendere noiosa la lettura. Ma, certo, per questo, ci vuole un grande autore come Auster.
Paul Auster - Trilogia di New York
Città di vetro - Fantasmi - La stanza chiusa
Einaudi - 1996

mercoledì 9 settembre 2009

Manuel Puig - Scende la notte tropicale

In Scende la notte tropicale, il lettore viene a scoprire i dettagli della storia attraverso il fitto dialogo fra due sorelle ultraottuagenarie (che continua in forma epistolare anche dopo la morte di una delle due sorelle), ma anche attraverso uno scambio di lettere tra i vari personaggi che si muovono tra Rio de Janeiro, Buenos Aires e la Svizzera, dalla lettura di articoli di giornali e dai verbali di denuncia alla polizia del commissariato di un quartiere di Rio.
Per mezzo di questi elementi è possibile ricostruire le vicende di questo che è anche l’ultimo romanzo dello scrittore argentino Manuel Puig, in cui ci dà un esempio magistrale dell’uso del dialogo e della conversazione, che porta avanti per molti capitoli, nonché di un registro linguistico assolutamente semplice.


Manuel Puig – Scende la notte tropicale – Mondadori – 1989
Titolo originale: Cae la noche tropical
Traduzione: Angelo Morino

Letture in corso: settembre 2009

Gabriel García Márques - I funerali della Mamá Grande – Mondadori – 1983
Titolo originale: Los funerales de la Mamá Grande - 1962
Traduzione: Enrico Cicogna

Gabriel García Márques – La incredibile e triste storia della candida Eréndira e della sua nonna snaturata – Mondadori – 1985
Titolo originale: La increíble y triste historia de la cándida Eréndira y de su abuela desalmada - 1972


Margaret Mazzantini – Zorro - Un eremita sul marciapiedi – Mondadori – 2004


Amélie Nothomb – Stupori e tremori – Guanda - 2009
Titolo originale: Stupeur et tremblements - 2000
Traduzione: Biancamaria Bruno

Letture in corso: agosto 2009

Rolo Diez – La ragazza che voleva la luna – Tropea – 1998
Titolo originale: Luna de escarlate - 1994
Traduzione: Roberta Bovaia

Andrea Camilleri – La forma dell’acqua – Sellerio – 1994

Ferdinando Camon – Mai visti sole e luna – Garzanti - 1994

Letture in corso: luglio 2009

Stefano Redaelli – Spirabole – Città Nuova - 2008

João Aguiar – I mangiatori di perle – Giunti - 1996
Titolo originale: Os comedores de pérolas - 1992
Traduzione: Rita Desti


José Pablo Feinmann – Amaro, non troppo – Giunti – 1999
Titolo originale: Ni el tiro del final – 1981
Traduzione: Gina Maneri


Paul Auster - La vita interiore di Martin Frost – Einaudi - 2009
Titolo originale: The Inner Life of Martin Frost - 2007
Traduzione: Massimo Bocchiola