martedì 19 agosto 2014

Riscrivendo Malone muore - 6

È vero, a volte sono curioso di vedere come va a finire un qualche episodio appena accennato, oppure come l’autore riesce a venire fuori da taluni intrecci che è riuscito a creare o in cui penso, stoltamente, di essersi impelagato, senza via d’uscita, e questo desiderio mi impedisce di cogliere i dettagli di un determinato momento, e soprattutto non giova alla comprensione del testo, però è quello che mi capita, ed allora, per evitare che la cosa si ripeta anche con questo personaggio, quello che sta morendo, cosa che in realtà si è già verificata con la prima lettura, ho deciso di rileggerlo, questo libro, ma stavolta con più calma ed attenzione, e penso anche che possa esser utile trascrivere, anche ripetutamente, i pensieri, che la lettura mi suscita, così mi restano maggiormente impressi.

Allora, c’è questo tipo che però tra poco non ci sarà più. Che sia tra una settimana, o tra un mese, non è dato sapere, ma questa, e non penso di svelare chissà mai quale segreto, è una cosa che succede a tutti, che si muoia cioè, e anche che non si sappia quando, ma in questo caso ci sono dei segnali che ragionevolmente fanno affermare al narratore, ed io non ho alcun motivo di dubitare e di conseguenza non posso far altro che dargli credito, che questo momento non sarà lontano.

Si tratta di una sensazione che può anche essere ingannevole, lo dice lui stesso, ma non ci pensa, e soprattutto non vuole precorrere i tempi. Aspetterà gli eventi, naturalmente, senza intervenire, l’unica cosa che intende fare, se ci riuscirà, è raccontare storie, storie pacate le definisce.

lunedì 11 agosto 2014

Riscrivendo Malone muore - 5

Che strano, avevo già dimenticato che tra poco sarò morto del tutto, o meglio avevo dimenticato di averlo affermato con una certa convinzione. Invece, una sicurezza del genere non può passare inosservata, non può essere annunciata senza conseguenze, ed io, a distanza di un giorno, è come se non fosse successo niente, come fosse una dichiarazione qualunque, e sono ancora qui, nonostante mi resta sempre meno da vivere, pochi giorni dico, nonostante questo mi permetto il lusso di non pensarci, di lasciar passare tutto come se non mi riguardasse, a volte non mi capisco, non so come valutare questi atteggiamenti, forse la soluzione è passare avanti, saltare qualche frase, soprattutto quando le trovo contorte ed appaiono astruse, mi richiedono uno sforzo superiore che non sempre sono pronto o comunque disposto ad affrontare.

Quando mi succede, quando cioè passo avanti senza riflettere abbastanza su quanto leggo, mi sembra di prendermi in giro, in fondo nessuno mi costringe a leggere, è stata una mia scelta, se non voglio leggere basta chiudere il libro e tutto finisce là. Senza considerare che se sorvolo su qualche periodo che mi è oscuro, so che me ne pentirò, perché questo tipo non scrive parole a caso, se le ha scritte, qualche motivo ci sarà pure, lo so già che mi pentirò e che mi toccherà ritornare indietro e leggere i passaggi trascurati. E allo stesso tempo mi dico che non è questo il senso della lettura, anche se per qualcuno interrompere la lettura può rappresentare un diritto, ma per me non è così, e poi, penso anche a chi quelle frasi le ha scritte, a quanto sacrifici per arrivare alla versione finale, alla stesura definitiva, solidarietà fra scrittori direte voi, non so, però mi sembra giusto onorare gli sforzi di chi si è impegnato per trasmettere un messaggio, e lo fa con tutte la parole che ha scritto, non solo con quelle che ho voglia di leggere o capacità di comprendere, per cui, sotto con la lettura, andiamo avanti che sto perdendo fin troppo tempo e non ho ancora finito la prima pagina.