lunedì 1 febbraio 2016

Un diario

Se dovessi parlare di quello che ho fatto oggi sarebbe sufficiente leggere quello che ho fatto ieri o l’altro ieri ed il gioco sarebbe bell'e fatto, senza sforzo aggiuntivo. 
Faccio fatica a trovare qualche novità, rinvenire in ciò che ho fatto oggi un elemento che caratterizzi la giornata come qualcosa di diverso da una qualunque altra vissuta di recente, forse un piatto non mangiato da tempo, o la pagina di un nuovo libro, le parole di un brano musicale che avevo dimenticato di aver già ascoltato, tanto il tempo trascorso dall'ultima volta che avevo girato e rigirato tra le mani quel disco di fado, perché, anche questo, è il fado la musica che mi tiene compagnia ormai da mesi, non so distaccarmene senza provare una sensazione di assenza dolorosa, non ci provo nemmeno più, ho paura di una conseguenza che sarebbe necessariamente nefasta, sono prigioniero di queste note musicali che mi accompagnano per una gran parte della giornata, senza riuscire ad ascoltare altro, senza riuscire a fare altro.