venerdì 5 maggio 2017

Penna aperta - 2

Chissà se una penna aperta può facilitare il trucco dell’immaginazione. Ecco, anche la penna che vorrò usare dovrà essere aperta. Senza timori di lasciare tracce che potrebbero risultare o rivelarsi compromettenti.
Una penna che fa decollare l’immaginazione, con un inchiostro adatto allo scopo, che si riposa di tanto in tanto, ma che quando riparte, e chi la ferma più? Che non si riesce a tenere sotto controllo, una penna irrefrenabile.
Una penna che fa proprio tutto da sola, senza aiuti o supporti di alcun genere. Una penna che mi sfugge di tra le mani, che faccio fatica a trattenere, che vuole scappare, che non si sottopone a nessun controllo. Una che non ce la faccio a fermarla, e forse non voglio nemmeno.
Finalmente è arrivato il momento, finalmente ho scoperto quale è lo strumento che mi permetterà di scardinare un’immaginazione che non ritrovo da molto tempo.
Io penso che l’immaginazione è una sostanza che sta sempre a portata di mano, o di penna. Che ci vuole davvero poco ad afferrare e manipolare a piacimento. Ha una consistenza lieve, come qualcosa di liquido, ma allo stesso tempo anche di gassoso, come un vapore che si lascia gestire facilmente. Un respiro agevole che non richiede sforzi eccessivi. Ma anche che sfugge, è volatile, qualcosa che di per sé non dorme mai.
Ho sentito dire che i rondoni dormono in volo, usando una parte del cervello, mentre con l’altra tengono sveglia l’attività che presiede al galleggiamento nell'aria. Non so se questa cosa corrisponde al vero ma ecco, se così fosse, ma non è proprio una cosa di cui vantarmi, io mi sento un rondone che dorme gran parte del tempo e tiene a bada quella parte di cervello che sovrintende all'immaginazione.
Tiene a bada nel senso che lascia dormire, mentre invece dovrei attivarla, dovrei farla volare.

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